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Glossario

ATA

Abbreviazione personale Amministrativo Tecnico Ausiliario – Assistente Tecnico, Amministrativo e Collaboratore Scolastico.

Attività ricorrenti di vita quotidiana

La scuola dell’infanzia,proprio perché vita essa stessa,ha le sue consuetudini, le sue usualità,le sue ricorrenze funzionali quotidiane. Esse costituiscono “la trama visibile dell’organizzazione educativa dell’ambiente” e sono interiorizzate rapidamente come prima forma di adattamento alla scuola.
Più di altre dimensioni, le attività ricorrenti sono lo sfondo pedagogico inespresso che determina la validità del contesto di vita, il suo clima sociale, affettivo e relazionale e delineano i tratti dell’ecologia di tutta la scuola. Preparare l ‘arredo personale,ordinare i materiali didattici, riporre i giocattoli, ripulire l’aula, svestirsi e rivestirsi, l’entrata e l’uscita, le pratiche igieniche, la mensa & sono considerate attività di routine.. L’usualità e la concretezza di queste attività offrono a bambine e bambini più spazi all’autonomia e consentono loro di affinare abilità semplici, ma basilari, per accrescere l’autocontrollo, la precisione, la costanza. Imparare a fare da soli e aiutare l ‘amico che ne ha bisogno,risolvere qualche piccolo problema di ordine e di spazio, sentirsi impegnati e responsabili… sono aspetti rilevanti della formazione di bambine e bambini e completano il quadro di un unico progetto intenzionale della scuola dell’infanzia.

Autonomia scolastica

Termine che designa la possibilità offerta alle singole istituzioni scolastiche di organizzarsi autonomamente per realizzare una offerta formativa adeguata al territorio in cui sono collocate, tenendo conto anche delle esigenze delle famiglie e degli studenti.
Tramite l’attività degli organi collegiali, le scuole esercitano:

  • una autonomia organizzativa (tesa a valorizzare le risorse del personale, le caratteristiche e la qualità complessiva del servizio);
  • la facoltà di superare vincoli in materia di unità oraria della lezione, di unitarietà del gruppo classe (classi aperte), di modalità di impiego dei docenti, di distribuzione oraria delle attività;
  • una autonomia didattica (insegnamenti, programmi, articolazione degli interventi formativi);
  • una autonomia di ricerca e sviluppo (mirante a fare delle scuole dei laboratori per il rinnovamento della didattica). Le decisioni e le scelte assunte dalle scuole sono descritte nel Piano dell’ Offerta Formativa, alla costruzione del quale concorrono tutte le componenti scolastiche.

Le caratteristiche e le specificazioni dell’autonomia scolastica sono stabilite nel Dpr n. 275/1999 (regolamento dell’autonomia scolastica), che attua e concretizza i principi e i criteri fissati nell’art. 21 della legge n. 59/1997. La legge costituzionale n. 3/2001 ha incluso nell’art. 117 della Costituzione “l ‘autonomia delle istituzioni scolastiche “, riconoscendo alla stessa una eccezionale rilevanza giuridica. La legge n. 53/2003 si prefigge di riformare il sistema scolastico italiano “in coerenza con il principio di autonomia delle istituzioni scolastiche”.

Circolo didattico

L’insieme delle sedi scolastiche comprendente la Scuola dell’Infanzia e la Scuola Primaria, situate nel territorio che costituisce il Circolo stesso.

Consiglio di classe

Nelle scuole medie inferiori è composto da tutti i docenti della classe e da 4 rappresentanti dei genitori; è presieduto dal dirigente scolastico o da un docente facente parte del consiglio, da lui delegato.
Nelle scuole secondarie superiori, il consiglio di classe è composto da tutti i docenti della classe, da 2 rappresentanti dei genitori e 2 rappresentanti degli studenti; è presieduto dal dirigente scolastico o da un docente del consiglio da lui delegato.

Collegio docenti

L’insieme degli insegnanti appartenenti al Circolo didattico, riuniti dal Dirigente scolastico per proporre e decidere quanto necessario al buon funzionamento della Scuola.

Consiglio di Circolo
L’insieme di genitori, insegnanti, personale ATA eletti rappresentanti delle varie componenti della scuola e convocati dal Presidente del Consiglio di Circolo (un genitore eletto dai componenti nella prima seduta) per proporre, stabilire, avviare attività necessarie al buon funzionamento della scuola. Il numero degli eletti è proporzionale al numero degli alunni iscritti nel Circolo. Il Consiglio di Circolo resta in carica per tre anni. All’interno del Consiglio opera la Giunta esecutiva, costituita da sei componenti del Consiglio stesso (prepara il lavoro del Consiglio di Circolo).

Consiglio d’Istituto

Organo collegiale a livello di istituto, composto dai rappresentanti dei docenti, del personale ATA, dei genitori, degli alunni (solo per le scuole superiori) e dal Dirigente Scolastico. Il Consiglio d’Istituto è dotato di autonomia amministrativa e ha, principalmente, il potere di deliberare, su proposta della Giunta Esecutiva, per ciò che riguarda l’organizzazione della vita e dell’attività della scuola, nei limiti delle disponibilità finanziarie.

Consiglio di interclasse

Nella Scuola Primaria, l’insieme dei genitori eletti quali rappresentanti di classe e degli insegnanti delle classi, riuniti per esaminare proposte, fornire indicazioni e riferire sulle attività delle classi del modulo.

Consiglio di intersezione

Nella Scuola dell’Infanzia, l’insieme dei genitori eletti quali rappresentanti di sezione e degli insegnanti delle sezioni riuniti per esaminare proposte, fornire indicazioni sulle attività delle sezioni in oggetto.

Continuità educativa

La continuità educativa è l ‘esito di una coerenza nell’azione di educazione e di istruzione tra la scuola e la famiglia e tra le scuole successivamente frequentate da bambine e bambini. La legge n. 53/2003 stabilisce che la scuola dell’infanzia realizzi la continuità con il complesso dei servizi all’infanzia (asili nido) e con la scuola primaria,che la scuola primaria si raccordi con la scuola dell’infanzia e con quella secondaria di primo grado e che quest’ultima si colleghi con la scuola secondaria di secondo grado.
La continuità implica un costante flusso di informazioni su alunne e alunni tra scuola e famiglie, un coordinamento didattico tra gli insegnanti,azioni di orientamento sul percorso scolastico successivo di allieve e allievi, in grado di indirizzare le scelte, in ordine agli itinerari formativi da seguire.
Uno strumento quale il portfolio è stato pensato proprio in funzione della continuità, poiché implica la compartecipazione delle famiglie alla sua messa a punto, ed è in grado di accompagnare il percorso formativo di ciascuno studente.

Convivenza civile

Per la legge n. 53/2003 la convivenza civile è la finalità generale dell’azione scolastica di istruzione e formazione. Essa offre al comportamento i necessari riferimenti di natura morale. Grazie alla dimensione morale che lo fonda, il concetto di convivenza civile è idoneo a rappresentare la sintesi di tutte le differenti “educazioni”, e a dare senso compiuto a tutta l ‘esperienza scolastica.

Curricolo

Piano di studi proprio di ogni scuola. Nel rispetto del monte ore stabilito a livello nazionale, ogni istituzione scolastica compone il quadro unitario in cui sono indicate le discipline e le attività fondamentali stabilite a livello nazionale, quelle fondamentali alternative tra loro, quelle integrative e gli spazi di flessibilità.

Direzione didattica

Centro dell’organizzazione dell’attività del Circolo, di cui è responsabile il Dirigente scolastico. Presso la direzione funziona l’ufficio di segreteria, che si occupa operativamente dell’amministrazione del Circolo.

Diritto-dovere all’istruzione e alla formazione (d. lgs. 15 aprile 2005, n.76)

Il principio di “diritto-dovere” sancito dalla legge di riforma all’art. 1, comma 3, assomma in sé due aspetti fondamentali: il diritto personale di ciascuno all’istruzione e allo studio, e il dovere di tutti a concorrere al bene comune, quello dell’istruzione. Per questo ultimo aspetto, la legge di riforma parla di “dovere legislativamente sanzionato”, intendendo con ciò confermare non soltanto la priorità del diritto individuale, ma soprattutto il vincolo, per ognuno, di avvalersi delle varie opportunità formative offerte dal sistema di istruzione e di formazione, pena la imposizione di sanzioni per l’eventuale rifiuto.
A integrazione del vecchio concetto di “obbligo scolastico”, la legge amplia il campo in cui il nuovo diritto-dovere si esercita. Dopo il compimento del primo ciclo di istruzione, che si conclude con l’esame di Stato della scuola secondaria di primo grado, il diritto-dovere potrà esercitarsi indifferentemente all’interno del percorso dell’istruzione (sistema dei licei) e in quello parallelo dell’istruzione e formazione professionale regionale.
La durata del nuovo diritto sarà di almeno dodici anni all’interno del sistema di istruzione o fino al conseguimento di una qualifica all’interno del sistema di istruzione e formazione professionale, comunque entro il diciottesimo anno di età.

Disciplina di studio

L ‘espressione “disciplina di studio ” riguarda l’insegnamento/apprendimento di una disciplina scientifica nell’ambito di un piano di studio scolastico.
Nel campo della scuola per molto tempo si è parlato di “materie” per indicare l’organizzazione dei contenuti selezionati nell’universo del sapere scientifico, nozioni trasmesse dall’insegnante con il supporto dei libri di testo.
La disciplina di studio fa risaltare invece l’attività del soggetto che apprende, il modo in cui progressivamente acquisisce i punti di vista, le modalità di indagine e gli specifici linguaggi dei diversi campi del sapere scientifico.
Si tratta di un processo graduale, che inizia nella scuola dell’ infanzia, prosegue nella scuola primaria, sviluppando nei primi tre anni forme di organizzazione delle esperienze e delle conoscenze in base a una prima consapevolezza delle categorie presenti nelle discipline e negli ultimi due la consapevolezza dei diversi linguaggi disciplinari, finché nella scuola secondaria si consolida la cura sistematica delle discipline.

Flessibilità organizzativa

La flessibilità dell’organizzazione didattica è da tempo considerata come una condizione indispensabile per poter progettare e realizzare un’offerta formativa calibrata sulle personali esigenze di sviluppo di ciascuna alunna e ciascun alunno.
La normativa sull’autonomia delle istituzioni scolastiche ha ampliato le possibilità di rendere flessibile l’organizzazione didattica agendo sul calendario scolastico,sulla distribuzione diversificata del monte orario annuale delle attività didattiche e di quello delle singole discipline, sull’articolazione modulare dei gruppi di alunne e alunni.
La riforma valorizza ulteriormente le opportunità di flessibilizzare l’organizzazione didattica,mediante i piani di studio personalizzati, le attività laboratoriali, la riorganizzazione delle classi e delle sezioni, la ristrutturazione degli spazi,la rimodulazione dei tempi, il potenziamento dei tempi dedicati all’accoglienza, la riorganizzazione del lavoro del gruppo docente in modo da consentire lo svolgimento delle funzioni di tutorato e coordinamento.

Formazione iniziale e continua dei docenti

La formazione iniziale è costituita dal percorso necessario per diventare docenti. La legge n. 53/2003 richiede una laurea specialistica per tutti i docenti, conseguibile in cinque anni di studio presso le università, comprendenti “specifiche attività di tirocinio ” presso le scuole, volte ad acquisire le competenze pratiche necessarie a esercitare la professione,e possibilità di stage all’estero. Per fare il docente di sostegno ad alunne e alunni con disabilità, servirà un’ulteriore specializzazione.
Questa scelta immette il docente tra le figure ad elevata professionalità, la cui qualificazione è garantita da una costante “formazione continua” che assicurerà, durante la carriera lavorativa, l’adeguamento delle conoscenze disciplinari e l’approfondimento di teorie e tecniche riguardanti l’apprendimento e l’insegnamento, anche attraverso l’autoaggiornamento.
La formazione continua si svolgerà presso le Università, in “centri di eccellenza” costituiti per permettere uno scambio costante tra la ricerca e la didattica.
Per realizzare la riforma, saranno necessari anche docenti con particolari competenze nel tutorato, nel coordinamento didattico e gestionale e nella consulenza, che si formeranno con specifici corsi aggiuntivi presso le strutture universitarie.

Formazione integrale

La formazione integrale è un principio educativo fondante, presente nella legge di riforma n. 53/2003 e rivolto alle bambine e ai bambini della scuola dell’infanzia. È estensibile e allargabile, tuttavia, a tutto il percorso di istruzione e formazione.
La formazione integrale raccorda in modo unitario le distinte “formazioni” del soggetto, inserendole in un quadro intenzionale di senso e di significato. Ognuna di queste formazioni avviene concretamente, attraverso la cooperazione fattiva di persone, linguaggi, ambienti, percorsi didattici diversi e parziali.
La formazione della persona si articola in una molteplicità di ambiti:

  • sociale, costituito dalle relazioni con altri soggetti; culturale, che riguarda l’acquisizione degli strumenti di conoscenza e dei modi di vita propri di un ambiente;
  • morale, inteso come apprendimento di comportamenti assunti in relazione a norme e valori;
  • civile, come conoscenza delle regole e dei diritti della vita democratica;
  • spirituale, definibile in rapporto con la sfera soprannaturale e religiosa;
  • professionale, che rimanda all’acquisizione delle competenze che servono per operare all’interno del mondo del lavoro;
  • sessuale, come identificazione e appartenenza al genere maschile e femminile.

Funzioni strumentali (F.S.)

Docenti del Circolo incaricati di specifiche mansioni.

INVALSI

L’Istituto Nazionale per la VALutazione del Sistema educativo di istruzione e formazione stila un rapporto annuale sui risultati degli apprendimenti e provvede alla valutazione degli apprendimenti degli studenti delle scuole di ogni ordine e grado.
Inoltre, l’INVALSI assicura la partecipazione italiana ai progetti di ricerca internazionali e comunitari (come OCSE-PISA) e predispone i testi da sottoporre al Ministro per la prova nazionale dell’esame di Stato conclusivo del primo ciclo.

Insegnante di sostegno

E’ una figura che grazie alla sua formazione specifica affianca l’alunno garantendogli, tramite interventi individualizzati, un’educazione e un’istruzione adeguata e che ha un ruolo fondamentale nel processo di integrazione. Viene assegnato dalla Direzione scolastica regionale su richiesta del Dirigente Scolastico in base all’attestazione di situazione di handicap redatta da uno specialista e alla diagnosi funzionale.

Istituti comprensivi

Sono istituti che comprendono Scuola dell’Infanzia, Scuola Primaria e Scuola Secondaria di 1° grado; sono stati creati dove gli alunni iscritti ai vari ordini di scuola erano di numero inferiore al previsto.

Istituzione scolastica (sede di Dirigenza scolastica)

L’istituzione scolastica gestisce a livello amministrativo e didattico uno o più punti di erogazione del servizio scolastico (scuole dell’infanzia, plessi di scuola primaria, sedi staccate o coordinate di scuola secondaria di primo e di secondo grado). Ad ogni istituzione scolastica è preposto un dirigente scolastico.

M.I.U.R.

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (ex Ministero della Pubblica Istruzione M.P.I. )

Monitoraggio

Indagine volta a verificare e valutare risorse, contesto, processi, esiti di un’istituzione scolastica

Obbligo d’istruzione

Il Regolamento pubblicato con il Decreto Ministeriale 22 Agosto 2007, n. 139 attuativo della Legge n. 296/2006, art 1 c 622 ha innalzato l’obbligo di istruzione a dieci anni. L’obbligo di istruzione può essere assolto, oltre che nei percorsi scolastici dell’istruzione (licei e istituti tecnici e professionali), anche nei percorsi di istruzione e formazione professionale triennali della Regione Lombardia
L’adempimento dell’obbligo di istruzione non ha carattere di terminalità ma è finalizzato al conseguimento di un titolo di studio di scuola secondaria superiore o di una qualifica professionale di durata almeno triennale entro il 18° anno di età.

OD – Organico di diritto

Acronimo di Organico di diritto. La dotazione di posti per il personale educativo, docente ed Ata assegnata annualmente alle Istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, in riferimento al numero di alunni iscritti o previsti e di classi da costituire, tenendo conto delle dotazioni organiche che vengono attribuite a ciascun Ufficio Scolastico Regionale dal Ministero dell’Istruzione

OF – Organico di fatto

Acronimo di Organico di fatto. La dotazione di posti per il personale educativo, docente ed Ata assegnata alle Istituzioni scolastiche adeguata, dopo la definizione dell’organico di diritto, con integrazioni o diminuzioni di posti rispetto alle situazioni di fatto che possono verificarsi come, ad esempio, la necessità di costituire una nuova sezione per un incremento di alunni

Organi collegiali

Consiglio di interclasse e intersezione, Collegio docenti, Comitato di valutazione del servizio, Giunta esecutiva, Consiglio di Circolo, Assemblea dei genitori esercitano potere di proposta e decisione in merito alle necessità del Circolo didattico.

POF

Acronimo di Piano dell’Offerta Formativa. Documento con cui la singola istituzione scolastica rende nota la propria proposta formativa, tenendo conto delle aspettative sociali. In esso vengono descritte le scelte didattiche, culturali, tecniche e organizzative operate dalla scuola.
Oltre alle discipline e alle attività facoltative, nella proposta sono esplicitati gli eventuali accordi di rete e i percorsi formativi integrati.
Con il POF, ogni scuola si propone di stabilire con la propria utenza un contratto, che deve essere condiviso, trasparente, flessibile, credibile e verificabile.

Primo ciclo

Il primo ciclo d’istruzione è costituito dalla scuola primaria,della durata di cinque anni, e dalla scuola secondaria di primo grado,della durata di tre anni.
L’articolazione interna è diversa dal passato e segue lo schema (1+2+2)+(2+1), con due monoenni, uno all’inizio e uno alla fine, e tre bienni centrali. Pur facendo parte di uno stesso ciclo, l’ex scuola elementare e l’ex scuola media mantengono la loro specificità, sia per l’ordinamento interno sia per quanto riguarda il profilo formativo.
Una importante novità è costituita dall’introduzione dell’alfabetizzazione in almeno una lingua dell’Unione Europea fin dal primo anno della scuola primaria, seguita dall’insegnamento di una seconda lingua, sempre dell’Unione Europea,nella scuola secondaria di primo grado. Ma l ‘innovazione più interessante è la possibilità di anticipare le iscrizioni alla scuola primaria (oltre che alla scuola dell’infanzia) per le bambine e i bambini nati entro il 30 di aprile dell’anno scolastico di riferimento.
Va precisato che l’iscrizione in anticipo non è un obbligo, ma soltanto una facoltà concessa ai genitori. Da notare che l’obbligo dell’iscrizione riguarda i nati entro il 31 di agosto, non più i nati entro il 31 di dicembre dell’anno di riferimento.Ciò comporta che, accanto alle bambine e ai bambini “anticipatari”, ci saranno anche i “posticipatari”, e che nelle classi prime della scuola primaria riformata la differenza massima di età tra le allieve e gli allievi può essere anche di un anno e sette mesi. La legge n. 53/2003,oltre a usare l’espressione “obbligo scolastico”, parla anche di diritto all’istruzione e alla formazione, e di dovere legislativamente sanzionato della fruizione della correlativa offerta di istruzione e formazione.La scelta dei termini è tesa ad affermare una concezione del rapporto del cittadino con i pubblici poteri rispettosa della sfera di libertà del primo e aliena da impostazioni autoritarie di matrice statalista, in contrasto col principio di sussidiarietà. Il primo ciclo si conclude con un esame di Stato, il cui superamento costituisce titolo di accesso al sistema dei licei e al sistema dell’istruzione e della formazione professionale.

Referenti

Insegnanti incaricati dal Dirigente scolastico di specifici compiti, ad es. referente di Lingua inglese, referente Ambiente

Riforma Gelmini

D.L. 1 settembre 2008, n. 137, convertito con modificazioni nella legge 30 ottobre 2008, n. 169. Questo è l’assetto della nuova Scuola Italiana:

2 anni e mezzo – 5 anni e mezzo Scuola dell’Infanzia (ex Scuola materna), non obbligatoria
5 anni e mezzo – 11 anni Scuola Primaria (ex Scuola elementare) Primo ciclo
11 anni – 14 anni Scuola Secondaria di I grado (ex Scuola media)

Scuola dell’infanzia (ex scuola materna)

Si rivolge ai bambini dai 3 ai 6 anni d’età e ad essa possono iscriversi i bambini che compiono i tre anni entro il 30 di aprile dell’anno scolastico a cui si iscrivono. Può essere statale o organizzata da diversi soggetti: ordini religiosi, comunità locali, privati. La scuola dell’infanzia statale è integrata negli istituti comprensivi statali, pur mantenendo facoltativa l’iscrizione.

Scuola primaria (ex scuola elementare)

Rappresenta un anello fondamentale della catena dell’istruzione obbligatoria. Dura cinque anni, segue la scuola dell’infanzia e precede la scuola secondaria di primo grado (comunemente denominata scuola media). Si possono iscrivere i bambini che hanno compiuto i sei anni di età entro il 31 agosto o, se un genitore lo ritiene opportuno, entro il 30 di aprile dell’anno scolastico di frequenza.
Da vari anni sono stati introdotti gli istituti comprensivi, che accorpano una o più scuole primarie solitamente con una scuola secondaria di primo grado. Tali istituzioni scolastiche, dotate di autonomia, sono dirette da un dirigente scolastico, che ha preso il posto delle precedenti figure del direttore didattico e del preside di scuola media.
Il termine “primaria” possiede diversi significati, ampiamente illustrati nelle indicazioni nazionali per i piani di studio personalizzati,documento tecnico di accompagnamento al Dm n. 100/2002 sulla sperimentazione di nuovi ordinamenti per l’anno scolastico 2002/2003. Vale la pena riassumerli brevemente:

  • la scuola primaria è tale in quanto realizza il primo approccio col mondo della cultura;
  • la scuola primaria è il luogo in cui ci si abitua a perseguire la vera natura del conoscere, che è quella di costruire concetti, nessi e significati,collegando tra loro i dati dell’esperienza;
  • la scuola primaria, intervenendo a neutralizzare gli ostacoli di natura personale, ambientale e sociale capaci di bloccare lo sviluppo, favorisce le condizioni dell’uguaglianza educativa fra allieve e allievi;
  • la scuola primaria è tale perché propone per prima alle giovani generazioni la pratica della convivenza civile;
  • la scuola primaria, infine, merita di essere chiamata così perché, proseguendo il cammino iniziato nella famiglia e nella scuola dell’infanzia, aiuta l’allieva e l’allievo nella costruzione e nel rafforzamento della propria identità personale.

Ufficio Scolastico Provinciale

Sostituisce il Provveditorato agli studi provinciale (art.75 del decreto legislativo 300/99).

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Gli uomini colti sono superiori agli uomini incolti nella stessa misura in cui i vivi sono superiori ai morti. — Aristotele